13 dicembre 2025
Bonus 100 euro natale a chi spetta?

Il bonus 100 euro Natale è una misura straordinaria pensata per sostenere famiglie con figli nel periodo delle festività: il beneficiario tipico è un lavoratore dipendente con reddito contenuto e almeno un figlio a carico, che ha ricevuto l’importo una tantum nel 2024 insieme alla tredicesima.
Definizione breve
Così si definisce il bonus: una prestazione una tantum per il periodo 2024 prevista dal Decreto Omnibus, art. 2‑bis (D.L. 113/2024). L’importo netto massimo è di 100 euro e viene calcolato in proporzione ai mesi effettivi di lavoro prestati nel 2024.
Periodo e carattere temporale
Uscita ed erogazione sono collegate alla tredicesima di dicembre 2024 e la misura non è stata rinnovata per il 2025. La corresponsione è avvenuta principalmente a dicembre 2024 tramite il datore di lavoro, quindi chi non ha ricevuto il bonus può verificarne l’assenza nella Certificazione Unica 2025 e recuperarlo tramite la dichiarazione dei redditi.
Panorama d'uso pratico
Destinatari principali: lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2024 pari o inferiore a 28.000 euro e almeno un figlio fiscalmente a carico, con la necessaria capienza fiscale. Modalità prevalente: erogazione in busta paga dal datore di lavoro su presentazione di autocertificazione da parte del dipendente, con eventuale indicazione del codice fiscale dei figli.
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Il bonus 100 euro Natale è una misura che ha puntato a sostenere chi lavora dipendente e ha almeno un figlio a carico, ma perché sia riconosciuto servivano requisiti precisi. Qui spieghiamo in modo pratico chi rientrava nei criteri per il 2024, come veniva calcolato l’importo e quali documenti erano richiesti per l’erogazione in busta paga.
Requisiti anagrafici e contrattuali
Possono ricevere il bonus i lavoratori con contratto da dipendente a tempo determinato o indeterminato. Non rientravano nella misura i liberi professionisti e, in generale, coloro la cui retribuzione è esclusivamente assimilata ai redditi da lavoro dipendente in forme particolari. Per la verifica è fondamentale che il rapporto di lavoro risultasse attivo nei periodi rilevanti del 2024.
Requisiti reddituali
Il reddito complessivo del 2024 doveva essere pari o inferiore a 28.000 euro. Inoltre era necessario che fosse presente capienza fiscale, vale a dire IRPEF dovuta rispetto alle detrazioni spettanti, perché il meccanismo del bonus si basava sulla possibilità di compensare l’importo tramite la busta paga.
Requisiti familiari
La condizione familiare essenziale era la presenza di almeno un figlio fiscalmente a carico. Questo includeva figli biologici, adottivi o affidati secondo la normativa fiscale. Successive modifiche normative avevano ampliato la platea includendo anche i genitori soli senza coniuge a carico.
Importo e modalità di calcolo
L’importo massimo netto spettante era di 100 euro per l’anno pieno. Se il rapporto di lavoro era iniziato o cessato durante il 2024, l’importo veniva riproporzionato in base ai periodi effettivi di lavoro. Ad esempio un dipendente presente per metà anno avrebbe ricevuto una quota approssimativa pari a 50 euro.
Calcolo pratico
Il datore di lavoro calcolava la quota sulla base dei giorni o dei mesi di effettiva retribuzione nel 2024 e della verifica della capienza fiscale. In caso di più rapporti di lavoro nello stesso anno la situazione doveva essere valutata per evitare duplicazioni o incongruenze nella dichiarazione delle somme.
Modalità operative di erogazione
La modalità prevalente è stata l’erogazione automatica in busta paga a dicembre 2024 assieme alla tredicesima, dietro presentazione di autocertificazione da parte del lavoratore. L’autocertificazione serviva a confermare il possesso dei requisiti e, se richiesto, a fornire i codici fiscali dei figli a carico.
Documentazione richiesta
Al datore di lavoro andava consegnata una dichiarazione autocertificata con i dati anagrafici e familiari necessari. È consigliabile conservare copia della comunicazione inviata al datore e delle ricevute interne per eventuali verifiche successive.
Voci amministrative e dichiarative
Se erogato dal datore di lavoro il bonus veniva riportato nella Certificazione Unica 2025 e doveva essere correttamente gestito nelle registrazioni che influiscono su 770 e sui quadri di competenza in sede di dichiarazione. In caso di omissione da parte del datore il lavoratore poteva recuperare la misura tramite il 730 o il modello Redditi 2025.
Esempi pratici sintetici
Caso A: Dipendente full time con reddito nel limite e capienza fiscale → importo pari a 100 euro. Caso B: Assunzione a luglio con rapporto regolare → importo proporzionato a circa metà quota. Caso C: Reddito entro soglia ma assenza di capienza fiscale → possibile esclusione dall’erogazione.
Piccoli suggerimenti per il periodo festivo
Se prevedi di destinare parte del bonus a un acquisto per le feste pensa ad abbinare gli acquisti per tutta la famiglia. Per esempio puoi valutare maglioni natalizi per donna e maglioni natalizi per uomo per creare coordinati oppure scegliere un modello per i più piccoli guardando i maglioni natalizi per bambino. In alternativa accessori come i calzini natalizi possono completare il look senza grandi spese.
Errori comuni a Natale e come rimediare
Nel periodo delle feste, tra il profumo di agrifoglio e il calore di un maglione natalizio intorno alle spalle, può accadere che l’importo spettante non arrivi. Se il datore di lavoro non ha erogato i 100 euro pur essendo spettanti, la strada più sicura passa dalla dichiarazione dei redditi per il recupero. Controlla la Certificazione Unica 2025 e conserva ogni autocertificazione inviata: la carta d’identità dei documenti diventa utile come la lista dei regali appesa vicino all’albero.
Aspetti fiscali e gestione contabile
Il bonus era concepito come una tantum non tassato per il beneficiario. Questo significa che, al netto, il lavoratore non ha visto un impatto sul reddito imponibile. Tuttavia la misura dipendeva dalla capienza fiscale del periodo: se non risultava IRPEF dovuta, il meccanismo non poteva operare e il datore di lavoro non avrebbe potuto applicare il beneficio. In questi casi è importante verificare le voci in busta paga e chiedere un chiarimento scritto, così come si conserva un biglietto con una ricetta di biscotti per il periodo natalizio.
Obblighi del datore di lavoro e rettifiche
I datori di lavoro dovevano riportare l’importo nella Certificazione Unica 2025 e nelle registrazioni che influiscono sul 770. Se la voce è indicata in modo errato, il datore può effettuare una rettifica e inviare comunicazione al lavoratore. Quando ciò non accade, il lavoratore può inserire la voce nella dichiarazione dei redditi per chiedere il riconoscimento. Conserva le ricevute e ogni scambio di email come se fossero biglietti natalizi da rileggere in seguito.
Casi particolari e regole pratiche
Le situazioni più comuni che richiedono attenzione includono part‑time, stagionali o periodi di sospensione: l’importo veniva riproporzionato in base ai giorni effettivi di lavoro nel 2024. Figli maggiorenni a carico o con disabilità rientravano se fiscalmente a carico, quindi verifica sempre la posizione anagrafica e il codice fiscale riportato. In situazioni di separazione o affidamento, il criterio era legato a chi dichiara fiscalmente il figlio, e può essere utile tenere a portata di mano documenti che provino la responsabilità fiscale, un po’ come tenere accesa la luce dell’albero quando rientri a casa.
Come recuperare il bonus in dichiarazione
Procedimento essenziale: controlla la CU 2025 per verificare l’eventuale omissione; conserva l’autocertificazione inviata al datore; in fase di compilazione del 730 o del modello Redditi 2025 inserisci la voce relativa per ottenere il credito. Se non sei sicuro di qualche passaggio, rivolgiti a un consulente o a un centro CAF che possa guidarti, così come si chiede consiglio per scegliere il maglione natalizio che scalda la serata.
Piccoli consigli per il periodo festivo
Se il recupero del bonus va a buon fine, pensalo come una piccola luce in più sotto l’albero: un dettaglio nella spesa per creare coordinati di festa, magari scegliendo un capo che richiami la tradizione e il calore domestico. Per un tocco che riporta alla mente il suono della musica natalizia e il profumo dei biscotti, puoi dare un’occhiata a una selezione di maglioni natalizi per donna, senza fretta e con rispetto del budget familiare.
Domande frequenti
A chi spetta il Bonus 100 euro Natale?
Ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2024 pari o inferiore a 28.000 euro e con almeno un figlio fiscalmente a carico, a condizione che sia presente capienza fiscale.
È vero che il bonus è stato pagato con la tredicesima?
Sì. La modalità prevalente è stata l’erogazione in busta paga insieme alla tredicesima di dicembre 2024.
Cosa fare se il datore non ha pagato il bonus?
Verificare la CU 2025 e inserire la voce nella dichiarazione dei redditi 2025 per ottenere il recupero del credito; conserva ogni documento e comunicazione con il datore.
Il bonus è tassato?
No. Per il beneficiario si presentava come una tantum al netto e non concorreva alla tassazione ordinaria.
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